Pensavo fosse…. facile

Pensavo fosse facile. O meglio: pensavo fosse più facile. E’ la frase che sentiamo dire spesso, molto spesso, quando raccontiamo cosa voglia dire gestire la comunicazione di pagine sui social network.

Precisiamolo subito: non è nè una lamentela nè un monito per chi pensa di poter fare questo lavoro. E’ semplicemente una constatazione. Parliamoci chiaro: non ci sono lavori facili. Ci sono lavori più o meno pesanti, ma facili no. Tutto deve essere sempre fatto con attenzione, impegno e se possibile passione. Quest’ultima è poi, a nostro avviso, fondamentale.

Ma allora perchè in tanti ci rispondono in questo modo? La risposta è di per sè molto semplice: perchè non si sa, nella maggior parte dei casi, cosa c’è…dietro. Quando si guarda, per esempio, una pagina facebook, ci si sofferma sulle immagini, sui video, magari sui testi. E si commenta o si esprime il proprio parere, positivo o negativo.

Quando si è dall’altra parte dello schermo, ognuna delle azioni sopra citate, corrispondono ad un beep: un segnale che ci dice che qualcosa è successo. Provate ad immaginare quanti beep si possano sentire in un giorno, soprattutto quando i contenuti sono pubblicati su pagine molto seguite.

Ma non è questo il problema, anzi: per noi ogni beep è visto, anzi sentito, come qualcosa di estremamente positivo. Più suoni sentiamo più sappiamo che quel post ha riscosso attenzione. Ha creato dibattito. Ha fatto nascere pensieri. E per noi è un successo.

Certo è che tra le tante notifiche che riceviamo c’è sempre quella che ci fa venire, non diciamo il magone, ma un pensiero. Ci rendiamo conto (ogni giorno, sempre) che è impossibile riuscire ad accontentare tutti. Anche quando siamo sicuri che quella foto, quel video, quel messaggio non potrà che mettere tutti d’accordo, ecco che arriva il “fuori dal coro”.

Un esempio per essere chiari (ma davvero, potremmo dedicare un sito solo a questi): ieri per una delle pagine che seguiamo, Milano da Vedere, abbiamo messo un foto per augurare la buona notte. Come spesso accade la foto è di un utente che ha voluto condividerla con la pagina. La foto, bella, mostrava la Certosa di Garegnano notte tempo. Cielo nero, Certosa illuminata quasi per metà e, quasi sfocata, la luna.

Una bella immagine: a nostro avviso una bella fotografia per augurare la buona notte. Ed infatti sia su facebook che su instagram, tanti i commenti. Magari solo per ricambiare la buona notte. Poi “lui”, il commento che non ti aspetti. Quel commento che ti spiazza, perchè non sai come interpretarlo. Cosa avrà pensato chi lo ha scritto? Cosa avrà voluto dire?

Vi confessiamo che abbiamo passato una decina di minuti a ragionarci, a capire cosa possa aver fatto scattare quell’immagine nella testa di chi ha poi scritto quel commento; perchè sia chiaro: ognuno deve e può esprimere il proprio pensiero, in libertà. Ma allo stesso modo noi dobbiamo e vogliamo essere liberi di capire. Perchè solo capendo possiamo migliorarci.

Dopo 10 minuti di pensieri però, abbiamo desistito. Come in altre occasioni, non siamo riusciti a capire. E ce ne facciamo una ragione. Non possiamo capire tutto. Purtroppo o per fortuna, non lo sappiamo. Non siamo in grado di entrare nella testa di tutti e capire i pensieri che frullano quando si guarda una fotografia.

Abbiamo quindi spento e lasciato le cose come stavano senza dare una risposta.

Ah già, perchè il commento era una domanda. Notte, buio, la Certosa in tutta la sua bellezza. La luna che fa capolino.

Ma perchè non si vedono le stelle?


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